Accessi

passeggiata al rifugio tonini

Accessi al rifugio Spruggio "G. Tonini"

da Brusago (1104 m.)
per la Val Spruggio ore 2.15

Nel centro del paese di Brusago si incontrano le tabelle indicatrici per il Rif. Tonini. Si segue per ca. 1 Km la strada asfaltata al termine della quale si evidenzia il sentiero n.443 che portatosi sulla destra idrografica della Val Sprugio passa dalla Malga Sprugio Bassa 1671 m. lungo il boscoso crinale del monte, fino a sbucare nell'erto prato sotto il rifugio.

NOTE: è abbastanza frequentato e ben segnato; essendo in fondo alla valle offre poca panoramica. E' il più utilizzato durante la stagione invernale perchè privo di pericoli.

da Passo del Redebus
(1346 m.) per il Passo di Campivèl ore 2.30

Si parcheggia in prossimità del bar del Passo Redebus, s'imbocca l'ampia stradina sulla destra con le indicazioni per il Rif. Tonini. Si passa per la Malga Pontara e per la Malga Agritur Stramaiòlo (1678 m.), seguendo sempre le indicazioni per il rifugio. Di qui il sentiero n. 443 tocca il Passo del Campivèl (1831 m.) e attraversa il boscoso versante settentrionale del Monte Ruiòch, fino a sbucare nel prato dove sorge il rifugio.

NOTE: è il più utilizzato e quello che offre una panoramica migliore.

da Regnana (loc. Groffi 1220 m.) per il Passo di Campivèl ore 2.30

Si segue il sentiero n.443 che sale per i boschi a fianco del Rio Regnana sbucando nei pascoli della Malga Stramaiòlo; di qui si seguono le indicazioni per il rifugio.

NOTE: è il meno frequentato; è la "variante alpina" del Sentiero Europeo - E5

IL LUOGO

Lagorai

Il Gruppo dei Lagorai è una vasta catena montuosa che si estende, da nord a sud, dalle Valli di Fassa -Fiemme alla Valsugana e, da ovest ad est, dalle Valli di Cembra - Mocheni alla Val di Primiero - S. Martino di Castrozza. Si tratta di una catena costituita per lo più da porfidi e graniti, le cui cime più elevate non raggiungono i 3000 metri (m. 2847 Cima d'Asta), ma si collocano mediamente intorno ai 2300/2400 metri.

La principale caratteristica dei Lagorai, oltre alla vastità della superficie boschiva ed alla abbondante presenza d'acqua in superficie (si contano numerosissimi torrenti e circa un centinaio fra laghi e laghetti) è la scarsa antropizzazione, dovuta anche alla presenza di un'unica strada di attraversamento percorribile in auto (quella che porta al Passo del Manghen, aperta, peraltro, solo nel periodo estivo), unitamente alla scarsità di Rifugi posti in alta quota, compensata dalla abbondanza di malghe e casere: tutto ciò ne fa meta ideale per gli amanti dell'escursionismo "solitario", un po' avventuroso, lontano dalle folle che animano le pur bellissime Dolomiti. D'inverno, poi, grazie, alla presenza di un fitto reticolo di strade forestali, il Gruppo dei Lagorai è certamente un'ottima palestra per chi si cimenta per la prima volta con le ciaspole e non vuole affrontare pendii troppo ripidi e rischiosi.

LA ZONA DEL RIFUGIO SPRUGIO-GIOVANNI TONINI

Il rifugio è ubicato nel Gruppo del Monte Croce che chiude l'alta Valle di Pinè separandola ad est dalle valli di Cadino e Calamento. Tale gruppo, dal punto di vista geologico, costituisce l'estrema propaggine sud-occidentale della catena porfirica del Lagorai. Dall'inizio alla fine del sentiero che conduce al rifugio si cammina sul "Porfido del Lagorai", ossia su rocce appartenenti alla coltre ignimbritica superiore caratterizzata da un contenuto in silice superiore rispetto a quelle sottostanti.

Alla base della grande parete sud del Monte Croce è presente una distesa di massi di frana. Dal rifugio si può osservare il versante settentrionale del Monte Rujoch che costituisce un bell'esempio di circo glaciale (nicchia ad anfiteatro scavata dai ghiacciai) la cui morfologia è stata parzialmente modificata dal detrito di falda. Ancora nel XVII secolo, quindi nel pieno dell'ultima espansione dei ghiacciai avvenuta fra il 1550 e il 1850 e denominata Piccola Età Glaciale, il Mariano accennava alla presenza di "nevi perpetue" sui monti di Fregasoga.

Sul fianco sinistro della Val Regnana G.B. Trener e C. Battisti hanno trovato dei residui di morena. Nel tronco meridiano della Valle di Pinè altri vasti depositi morenici, poco rimaneggianti dalle acque dilavanti, ricoprono escavazioni fluviali risalenti a tempi prewürmiani; ciò contribuisce, assieme all'arrotondamento delle sommità di alcuni dossi e ad altre testimonianze, ad indicare che tale valle è di origine glaciale.

La lingua glaciale würmiana, nell'area corrispondente all'attuale Lago di Serraia, fluiva in direzione est-ovest. L'uniformità litologica della zona ci permette di notare con facilità l'azione erosiva dei vari torrenti che scorrono nel piccolo bacino imbrifero delimitato dal semicerchio di cime compreso fra il Monte Lemperperch e il Monte Cogne. I due corsi d'acqua principali sono il Rio Regnana, che forma la pittoresca cascata detta "del Lupo" alta una quarantina di metri, e il Rio Brusago

Questi due torrenti sono responsabili della "decapitazione" della Valle di Pinè. Infatti, dopo il ritiro dei ghiacciai würmiani, la parte superiore di tale valle, da Bedollo in su, ha convogliato le sua acque nella Valle di Cembra anzichè nel bacino idrografico del Fersina a causa dell'intensa azione regressiva esercitata dai due affluenti dell'Avisio. In seguito a tale fenomeno di "cattura" il bacino del Fersina si è ridotto di circa 35 chilometri quadrati.

Presso Stramaiolo, su un strato di arenaria tufacea intercalato tra i porfidi, è stata rinvenuta nel 1931 un impronta di Tridentinosaurus antiquus, un rettile di circa 25 centimetri contraddistinto da un collo lungo e sottile.

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